In cosa consiste la lezione Mysore

Lo stile Mysore prende il nome dall’omonima città che si trova nell'India meridionale, dove Pattabhi Jois ha vissuto e insegnato per tutta la sua vita: per questa ragione è stato adottato questo nome per definire la pratica dell’Ashtanga Vinyasa Yoga. In questa classe l’energia ispiratrice deriva dall’essere circondati da studenti dedicati ed impegnati, durante un periodo di circa due ore c’è un maestro-guida all’interno della sala che riceve gli alunni e gli assiste uno ad uno in base alle necessità individuali. è la pratica in cui studente e maestro costruiscono una stretta relazione. Il praticante di yoga realizza in questo spazio di tempo la sua pratica personale e avendo memorizzato la sequenza (predefinita) che sta praticando la eseguirà con il suo proprio ritmo; in questo tipo di lezione il maestro introdurrà gradualmente nuove posture ai praticanti sino a completare la Serie. Questa lezione è aperta a praticanti di qualsiasi livello ed è la più indicata per iniziare la pratica da zero, senza precedente esperienza, essendo guidati dal maestro sin dal primo giorno. La pratica personale richiede molta disciplina, determinazione ed impegno; praticare lo stile Mysore spinge gli studenti a costruire e coltivare la propria pratica a casa e in qualsiasi parte del mondo in cui si trovino. I principianti dovranno impegnarsi minimo per un mese a praticare per tre volte alla settimana e con lo stesso istruttore.

Questo metodo è il migliore e più sicuro per gli studenti, in quanto consente di memorizzare gli asana e di concentrarsi internamente durante la pratica, realizzando quello che è il vero obiettivo dello yoga. Quando non si sa quale posizione verrà dopo e si dipende dalla presenza dell’insegnante l’attenzione sarà sempre rivolta all’esterno piuttosto che all’interno. Una volta memorizzata la sequenza di posizioni che il maestro determina sia giusta per l’allievo, l'intera pratica si trasferisce ad un livello più profondo; praticare nel metodo Mysore permette di scegliere in quali giorni andare più a fondo nella pratica e in quali andare più dolcemente, nonostante si esegua la stessa sequenza di posture. Questa variazione naturale previene le lesioni, allena ad ascoltare il proprio corpo ed aumenta la consapevolezza interiore. Inoltre è l'unico modo in cui apprendere in sicurezza le posture più avanzate di tutte le serie di Ashtanga Yoga, poichè in una lezione di gruppo l’insegnante non può focalizzare l’attenzione su una sola persona, ma deve guidare tutti gli allievi fornendo indicazioni generali. Durante la lezione Mysore, invece, l’insegnante può passare da un allievo all’alto durante l’esecuzione delle posture più complicate e fornire istruzioni personali e mirate, apportando eventuali aggiustamenti volti al miglioramento della pratica.

Sharath Jois descrive questo stile di pratica dicendo "La lezione Mysore avviene quando non stiamo contando, ma stiamo monitorando e cercando di aiutare lo studente a migliorare le diverse posture. Non è stule Mysore, è stile ‘uno ad uno’. Gli studenti praticano al propri ritmo, questo è Mysore. Quando stanno praticando silenziosamente, genera una certa energia che rende tutto l’ambiente tranquillo e pacifico. Il silenzio è l’unico metodo che porta pace. Una volta che la mente è silenziosa, tutto diventa silenzioso e sereno. Il proposito di fare yoga è quello di portare pace e silenzio alla mente… Nel nostro lignaggio non puoi insegnare alle masse, possiamo insegnare, ma non possiamo connetterci simultaneamente con molta gente. Non possiamo capire ai nostri allievi a meno che non li istruiamo uno ad uno; quando ci sono troppi studenti non possiamo raggiungere tutti. La voce può raggiungerli, ma non si può fornire un’attenzione personale a ciascun allievo. Ognuno ha una differente struttura fisica, un assetto mentale ed una flessibilità, solo quando si è 'uno ad uno' puoi capire lo studente e dargli ciò di cui ha bisogno."

La raccomandazione di svolgere una pratica di sei giorni alla settimana è spesso difficile da accettare per i nuovi studenti, dunque i neofiti possono iniziare con tre giorni a settimana. Una volta stabilito il livello di regolarità, un ulteriore giorno alla settimana può essere aggiunto ogni sei mesi fino a quando non si riuscirà a praticare tutti i sei giorni della settimana. Per poter accedere ad un livello più avanzato nello yoga, in seguito sarà necessario un altro cambiamento cruciale: bisogna passare da un approccio orientato al fitness ad una pratica yoga portata avanti con un sentimento devozionale. Ottenendo questo sottile cambiamento si guadagnerà in regolarità e la pratica avrà un’altra consistenza, divenendo un rituale spirituale quotidiano in cui ci si prende il tempo per connettersi internamente con sè stessi ad un livello più profondo. L'obbligo di praticare sei giorni a settimana è teso a sviluppare il tipo di determinazione mentale, spirituale e devozionale necessaria per progredire lungo il percorso interiore dello yoga. Se lo yoga è stato scelto per essere un impegno a lungo termine per ottenere la pace interiore, è necessario che gli studenti pratichino il più possibile e soprattutto con costanza. Praticando solo quando lo si ritiene conveniente o quando ci si sente bene allora lo yoga è più un hobby che uno stile di vita, ma la pratica spirituale sincera non è mai stata un'attività piacevole se deve produrre i risultati del risveglio. La vera pratica spirituale è un impegno ininterrotto che richiede di fare tutto ciò che è necessario per avere esperienza della verità più profonda che c'è in noi. Non è qualcosa al quale si può dare attenzione solo il lunedì e il mercoledì per un'ora, e far finta che non esista per il resto della settimana.

A un livello puramente fisico, una pratica di sei giorni su sette è sia vantaggiosa che impegnativa. Eseguirai più spesso le posture, quindi vedrai i risultati più velocemente, aumentando la forza, la resistenza e la flessibilità ad un livello molto maggiore rispetto a quanto otterresti allenandoti solo una o due volte alla settimana. Infatti, le persone che scelgono di frequentare le lezioni di yoga solo una volta alla settimana dovranno prepararsi ad una dura battaglia in cui dovranno affrontare la propria debolezza e le proprie incertezze, con poche possibilità di costruire un percorso che porti alla stabilità. Allo stesso tempo, si dovrà essere disposti a sopportare un po’ di dolore; non un dolore derivante da una pratica sbagliata o dai traumi fisici, ma un sano dolore derivante dal corpo che viene plasmato con la pratica.