L'influsso della luna nella pratica dello yoga

Sin dall'antichità i nostri antenati hanno sempre tenuto conto delle fasi lunari per numerosi aspetti della vita di tutti i giorni, come l'orticoltura e il giardinaggio (dalla semina alla potatura, la concimazione, il raccolto ecc.), la raccolta e l'uso di erbe medicinali, l'imbottigliamento del vino, il taglio di barba e capelli, il taglio della legna, il ciclo mestruale ecc. Persino Darwin ebbe modo di osservare che "l'uomo, come le belve e persino gli uccelli, è soggetto a quella misteriosa legge per la quale certi processi normali quali la gravidanza, la crescita delle piante, la maturazione dei frutti, e il decorso delle malattie, dipendono dai periodi lunari".

Un fenomeno osservato oggigiorno da molte persone è che in prossimità della luna piena si sentono nervose, agitate o particolarmente sensibili. Non è certo un caso se le persone che cambiano spesso umore sono definite "lunatiche". In accordo al Jyotish, l'antica astrologia vedica, la Luna rappresenta la mente e influenza le attività mentali ed emotive. L'influenza della Luna si esprime infatti soprattutto sui liquidi dell'organismo e sulla psiche.

Benché la scienza ufficiale pretenda di aver smentito la correlazione tra i suddetti fenomeni e i cicli lunari, la tradizione popolare ne ha appurato l'effettività e i suddetti influssi sono facilmente verificabili da chiunque attraverso l'esperienza personale. Chi coltiva i campi, per esempio, può osservare la netta differenza quando si semina o trapianta in una determinata fase lunare rispetto ad un'altra. Le antiche civiltà erano dotate di conoscenze astronomiche e astrologiche notevoli che sfuggono del tutto alla comprensione della scienza moderna; i Maya sono stati in grado di prevedere le eclissi con molti secoli d'anticipo rispetto ai giorni nostri, mentre l'antica civilizzazione Vedica ha indicato con estrema precisione la distanza tra la Luna e la Terra, la lunghezza del diametro terrestre e tante altre informazioni con molte migliaia di anni d'anticipo rispetto alla Scienza moderna. Anche la Scienza ha comunque riconosciuto l'effettività di alcuni influssi, osservando come la Luna piena abbia influenza sulle maree e sull'atmosfera; esistono infatti vere e proprie maree atmosferiche causate dalla Luna, che generano differenze di pressione.

Per migliaia di anni e in quasi tutte le antiche civiltà La Luna è stata considerata degna di adorazione, personificando talvolta importanti divinità. Nell'antichità, infatti, il Sole era associato all'elemento maschile e la Luna veniva associata al principio femminile (Iside per gli Egizi, Selene per i Greci, Diana per i Romani, Metztli per gli Aztechi, Chandra per la Civiltà Vedica ecc.). Secondo queste culture il mondo manifesto si origina e viene retto dall'unione dei due principi maschile e femminile che si sostengono a vicenda mantenendosi in equilibrio. Nelle antiche filosofie cinesi come Taoismo e Confucianesimo, il Sole è identificato con lo yang, come principio maschile, attivo, fecondatore, associato alla luce, al giorno, al caldo, all'estroversione, al fuoco, mentre la Luna é associata allo yin o principio femminile, ciclica, feconda, ricettiva, legata alle tenebre, alla notte, al freddo, all'introversione e all'elemento acqua. Questa comprensione e simbologia non si discosta da quella di altre civiltà come per esempio quella nuragica; in Sardegna sono presenti infatti moltissimi pozzi sacri legati al culto della luna e delle acque, che non a caso furono rinominati dai primi cristiani sull'isola attribuendo loro nomi di sante, nel tentativo di sovrapporsi al culto precedente.

Nello yoga troviamo l'unione di queste due forze nel termine Hatha Yoga; "yoga" significa "unione", mentre "Hatha" deriva da "ha" (sole) e "tha" (luna). Secondo i testi classici sullo yoga le energie solari e lunari scorrono nei canali energetici del corpo sottile e sono chiamate rispettivamente Ida e Pingala: questi due canali (in sanscrito nadi) sono le vie attraverso le quali scorre il prana, inteso come energia vitale, per alimentare tutte le parti del corpo. Pingala termina nella narice destra (parte del corpo a polarità positivo-maschile) ed è associata all'energia solare, mentre Ida termina nella narice sinistra (parte del corpo a polarità negativo-femminile) ed è associata all'energia lunare. Se si osservano delle antiche raffigurazioni del corpo sottile legate alla tradizione dello yoga, si può osservare che accanto all'emisfero sinistro (considerato maschile, analitico, razionale) è raffigurato un sole, mentre accanto all'emisfero destro (femminile, intitivo, emotivo, creativo), è raffigurata una luna. Lo Hatha Yoga pertanto crea equilibrio tra l'energia lunare femminile e quella solare maschile all'interno del corpo fisico e sottile, mediante diverse tecniche come gli asana (posizioni fisiche) e il pranayama (tecniche di respirazione). Poiché gli yogi o le yogini (uomini o donne che praticano yoga) come ogni essere vivente sono soggetti all'influsso della luna sia su un livello fisico che mentale ed emotivo, la pratica dello yoga è naturalmente influenzata dalle energie lunari e bisogna tenerne conto.

Nella tradizione dell'Ashtanga Yoga, da sempre è consuetudine riposare e astenersi dalla pratica degli asana durante i giorni di Luna piena e Luna nuova. Tim Miller - insegnante di yoga californiano certificato da Pattabhi Jois - ha spiegato le ragioni di questa astinenza: "Come tutte le cose di natura acquosa (gli esseri umani sono composti per circa il 70% di acqua) siamo coinvolti dalle fasi lunari. Le fasi lunari sono determinate dalla posizione relativa della luna rispetto al sole. I pleniluni si verificano quando sono in opposizione e le lune nuove quando sono in congiunzione. Sia il sole che la luna esercitano una forza gravitazionale sulla terra. Le loro posizioni relative creano diverse esperienze energetiche che possono essere comparate al ciclo respiratorio. L'energia della luna piena corrisponde alla fine dell'inspirazione, quando la forza del prana è maggiore. Si tratta di una forza espansiva, con un movimento verso l'alto che ci fa sentire energici ed emotivi, ma non ben fondati e bilanciati. Le Upanishad affermano che il prana principale risiede nella testa, durante la luna piena si tende ad essere più testardi. L'energia della luna nuova corrisponde alla fine dell'espirazione, quando la forza di apana è maggiore. Apana è una forza contrattiva e motrice verso il basso che ci fa sentire calmi e ben piantati a terra, ma densi e poco inclini allo sforzo fisico".

Quando fu chiesto a Pattabhi jois perché non si dovrebbe praticare in questi giorni, lui rispose: "Due grahas [astri celesti] in un solo posto [congiunzione], quel giorno è un giorno molto difficile. Che sia luna nuova o luna piena, quel giorno è molto pericoloso. Se praticherai in quei giorni potrai iniziare a sentire del dolore. Un dolore che non andrà via facilmente, ci vorrà del tempo. Ci potrebbe essere qualche rottura, per questo in quel giorno non pratichiamo". Ciò che intendeva dire è che in questi giorni il sole e la luna sono posizionati secondo una linea retta relativa alla posizione della terra, di conseguenza le loro forze gravitazionali sono combinate e l'effetto dei due astri è più pronunciato (infatti le maree in questi giorni sono più alte o più basse). Se la pratica degli asana viene eseguita quotidianamente, i giorni di riposo sono importanti per la rigenerazione del corpo e questi tithi (dal sanscrito "giorni della luna") vanno rispettati come ideale giorno di pausa.

Ekadashi

Il digiuno è stato praticato sin dall'antichità a scopi terapeutici, spirituali e purificatori. I benefici per il corpo sono innumerevoli: rafforza il sistema immunitario, combatte le infiammazioni, previene le malattie, disintossica e rivitalizza l'organismo, migliora l'assorbimento dei nutrienti, protegge dai rischi cardiovascolari, fa dimagrire, aiuta la formazione di nuovi neuroni e soprattutto rafforza la volontà e la mente. I Veda sconsigliano di fare digiuni troppo lunghi per evitare di indebolire il corpo, ma sostengono che digiunare periodicamente in giorni ben specifici, sulla base del calendario lunare vedico, possa essere di grande beneficio per il sadhaka (o praticante) sia a livello fisico che spirituale.

Nelle scuole dell'Hatha Yoga e del Bhakti Yoga viene seguito un paticolare digiuno chiamato ekadashi; nel calendario vedico, che a differenza del calendario gregoriano si basa sui cicli lunari, ekadashi indica l'undicesimo giorno dopo la luna piena e l'undicesimo dopo la luna nuova ( dal Sanscrito "Eka-dasi" significa appunto "undici"). Ogni mese vedico contiene due giorni di digiuno a cadenza quindicinale, dunque in un anno ci sono in tutto 24 ekadashi. Il numero undici ha anche un significato simbolico, giacché rappresenta la somma dei cinque sensi di percezione (vista, udito, gusto, tatto e olfatto), dei cinque organi di azione (mani, piedi, bocca, organi della riproduzione e organi di escrezione) più la mente. Poiché la mente controlla i sensi e gli organi di azione, essa è di fondamentale importanza nel controllo dei sensi e nelle pratiche intraprese durante il giorno di ekadashi. I Veda affermano che il digiuno di ekadashi sia in grado di distruggere il cattivo karma accumulato nel corso di molte vite e la pratica costante possa concedere la liberazione dal samsara.

Nel giorno di ekadashi i liquidi e i fluidi corporei tendono a raggiungere il loro massimo, anche per questo è consigliato digiunare per evitare alcuni disturbi. Si ritiene infatti che l'elevata presenza di acqua nel corpo stimoli in particolare i sensi e la sensibilità, che diventano più ricettivi, ma rendano la mente agitata e nervosa. Per questa ragione ekadashi è un giorno ideale per praticare il digiuno e dedicarsi alla meditazione e all'attività spirituale. Il digiuno può essere osservato in maniera completa prendendo solo dell'acqua (Nirjala), oppure può essere seguito in maniera parziale osservando una dieta semplice e leggera, priva di cereali, legumi, carne o pesce, uova o prodotti derivati, dando preferenza a frutta e verdura, succhi, yogurt e latte. Ogni praticante è libero di scegliere in funzione delle sue capacità e possibilità; in ogni caso, anche qualora si scelga di seguire il digiuno parziale, ci saranno dei benefici e gradualmente con l'esercizio e la pratica costante si potranno ridurre gli alimenti per arrivare a digiunare completamente.

Per conoscere le date delle prossime ekadashi e dei giorni di luna nuova e piena, potete scaricare il nostro calendario.

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